sabato, Giugno 15

Finanza. Botti di fine anno ?

 

 

Le settimane che portano i mercati a scavallare nel nuovo anno sono sempre condizionate dal calendario. A volte, come nella presente situazione, le feste capitano a metà settimana e rendono inconsistenti le poche giornate di borsa aperta, poiché gli operatori approfittano dei pochi giorni di ferie necessari per ottenere ponti piuttosto lunghi, da passare in casa per il Natale o sui campi da sci nei dintorni di Capodanno.

E’ pertanto anche piuttosto difficile trovare qualcosa di originale da scrivere e si rischia di ripetere sempre i medesimi concetti. Del resto, finché le bocce non si fermeranno e l’anno non si concluderà ufficialmente, non si posseggono dati per effettuare precisi consuntivi.

Pertanto mi limito a poche osservazioni, magari provvisorie.

Possiamo constatare, dopo le poche sedute che hanno interessato la settimana di Natale, che i mercati azionari mondiali non si sono fatti per nulla spaventare dagli eccessi accumulati nel lungo rally partito agli inizi di ottobre, ed hanno aggiunto un’altra settimana positiva alla lunga serie, portando così a 11 il numero delle settimane rialziste tra le ultime 12. Parlo in questo caso di SP500 e Nasdaq100, gli indici principali delle borse USA, che in settimana sono state anche più aperte di quelle europee. Anche Eurostoxx50, nelle sole due sedute e mezza della settimana natalizia, ha cercato di tenere il passo americano, riuscendo a concludere in positivo, sebbene il suo risultato sia leggermente inferiore a quello USA (“solo” 10 settimane positive delle ultime 12).

Ovviamente sono stati fatti nuovi record storici in USA (SP500 arrivato a 3.248 punti e Nasdaq100 a 8.811) o pluriennali (Eurostoxx50 ha toccato 3.795 punti, massimo degli ultimi 3 anni).

L’unico indice europeo che non ha tenuto il passo di carica è stato il nostro Ftse-Mib (-0,59% settimanale), su cui si sono scaricate prese di beneficio degli operatori che hanno constatato che da inizio anno, con una salita di quasi il 30%, l’indice italiano figura come il migliore in Europa.

Ultimi nella crescita economica, ultimi nello spread (ci ha superato anche la Grecia), ma primi come performance azionaria.

E’ questa solo una delle contraddizioni che questi pazzi mercati, guidati dalla speculazione rialzista sfrenata, ubriacata dai superalcoolici monetari forniti dalle banche centrali, sempre alla caccia di rendimento ed incurante dei rischi.

Il che si vede anche dai valori, estremamente depressi, ai minimi dal giugno 2014, del rapporto Put/Call sull’indice SP500. Questo indice mostra che si comprano molte opzioni per speculare al rialzo e poche per coprirsi dal rischio di ribassi, e segnala l’estrema noncuranza degli operatori.

Stessa cosa si vede sull’indice Vix, che ha scontato per tutta la settimana una volatilità implicita appena superiore a 12, anche se venerdì scorso si è cominciato a vedere un primo tentativo di inversione sopra 13, che, se venisse confermato oggi, rappresenterebbe il classico uccellino della miniera, in grado di segnalarci l’arrivo della correzione.

Non dimentichiamo comunque che la scarsa presenza di operatori rende le sedute poco affidabili e maggiormente manipolabili da parte delle mani forti. Pertanto occorre molta cautela e forse portare a casa qualcosa per ridurre un po’ il rischio non sembra una cattiva idea.

Auguri a tutti per un sereno fine anno ed un radioso 2020.

 

 

Pierluigi Gerbino    www.borsaprof.it